E a tutti quelli di buona volontà, ed. 2018

Se state consultando freneticamente vetrine di negozi (online o meno) in cerca di un po’ di regali di Natale per le persone a cui volete bene, qui di seguito ci sono un po’ di suggerimenti da parte di tutte noi di inutile.
E, se avete bisogno di altri consigli, restano sempre validi anche quelli del 2017 e 2016.
da quelle di inutile

Federica

1. Qualcosa di buono e profumato

Piccolo Seeds è un e-commerce veneto che vende semi di qualsiasi tipo, dall’orto da balcone alla tisana calda. Lo fa controllando, selezionando e personalizzando le sementi, con un packaging ecosostenibile, progettato dallo studio creativo Here Design.

2. Qualcosa di caldo

Un Peu Sauvage è Giulia, una knit designer (e calmfluencer) di Milano, che realizza maglioni, sciarpe, calzini e accessori per la casa fatti a mano, con materiali ecologici e selezionati. E per chi non ha bisogno del prodotto finito ma se lo vuole fare a casa, si possono anche comprare i pattern delle sue creazioni.

3. Qualcosa di bello

Laboratorio Zanzara è una cooperativa sociale ONLUS nata a Torino come progetto d’integrazione per persone con disagio mentale attraverso la comunicazione, il design e la grafica. Oltre al laboratorio a Torino, esiste anche un negozio online in cui acquistare tutto quello che producono le persone inserite nella cooperativa, dalla cancelleria ai manifesti alle creazioni di cartapesta.

Francesca

Se Natale è bello solo per i bambini, allora:

1. Mumin e le follie invernali, Tove Jansson, Iperborea

Mumin e le follie invernali di Tove Jansson: le strisce dell’illustratrice finlandese seguono le vicende di una famiglia di troll-ippopotami bianchi che d’inverno vorrebbero solo andare in letargo, ma si ritrovano alle prese con un certo signor Brio e la sua smania per sport e divertimento sulla neve.

2. Girls Who Code, Reshma Saujani, Il Castoro

Girls Who Code. Impara il coding e salva il mondo di Reshma Saujani: un manuale pensato per avvicinare bambine e ragazze ai principi della programmazione attraverso fumetti e schede sulle figure femminili nella storia dell’informatica (Ada Lovelace, Grace Murray Hopper e Margaret Hamilton per esempio), e incoraggiarle a creare il loro videogame, sito web o app.

3. Pan di zenzero

Un sacchetto di biscotti pan di zenzero: facili da fare, profumano tutta la casa e sostituiscono le decorazioni di plastica. Internet pullula di ricette tradizionali, e qui ce n’è una vegana e senza glutine. E se i classici omini hanno stancano, si possono provare gli unicorni o i dinosauri pan di zenzero.

Gloria

Come l’anno scorso, più dell’anno scorso, la mia lista è per tutte le persone che non desiderano investire in oggetti bensì in progetti.

1. Campagne in lotta

Campagne in lotta è una rete di solidarietà che sostiene i lavoratori e le lavoratrici migranti che vivono in diverse zone di produzione agro-alimentare italiane. In questo momento le donazioni servono per aiutare la famiglia di Bakary Secka, morto nell’incendio del 6 novembre nel CARA di Borgo Mezzanotte, e per il rimpatrio della sua salma in Gambia.

2. Centri antiviolenza

Negli scorsi numeri di Ghinea abbiamo raccontato in lungo e in largo come stia circolando un disegno di legge che se approvato metterebbe in pericolo le vittime di violenza domestica, togliendo loro le poche armi che hanno a disposizione per difendersi e mettere al sicuro se stesse e, se ne hanno, i proprio figli. In queste situazioni è vitale il ruolo dei centri antiviolenza e delle operatrici che li mandano avanti. Questa è la lista dei centri attivi sul territorio nazionale e dei relativi contatti: mai come ora hanno bisogno del nostro sostegno.

3. Valigia Blu

Per il quarto anno, il sito di informazione Valigia Blu ha lanciato una campagna di crowdfunding per sostenere le spese del 2019.
Chi mi conosce lo sa: sono fissata con l’informazione e il giornalismo fatti bene, forse perché troppo spesso sono fatti male e producono danni incalcolabili. Valigia Blu è un esempio virtuoso di competenza e serietà, e merita di essere premiato per questo.

Lavinia

Quando penso al Natale mi parte in automatico un «Bah! Bubbole!».
Non mi piace il panettone, non mi piace il pandoro, non mi piace il presepe (scusa, Eduardo), l’albero lo accetto solo perché è possibile riempirlo di cavolate, tipo decorazioni con disegnati su cagnolini. Mi piace fare regali, quello sì, però solitamente io faccio regali tutto l’anno: mi basta vedere qualcosa che mi ricorda qualcuno e io, tac!, lo prendo e glielo regalo, senza un perché, senza una ricorrenza. Ed è il motivo per cui i miei tre consigli sono in realtà validi sempre.

1. Un fumetto: Paolo Bacilieri, Tramezzino, Canicola Edizioni

Sono «quella dei fumetti»: ne leggo molti, ne compro moltissimi e ne regalo diversi. Tramezzino è un fumetto che, oltre a essere uscito da pochissimo, si presta a essere un ottimo regalo di Natale, anche per il formato scelto dall’editore. Se lo regalate a un* milanese, poi, avete fatto centro.
È una piccola storia tra due ragazzi che a Milano si conoscono, si piacciono e si scoprono. Una relazione fugace la loro, i cui attimi insieme, di amicizia e di sesso, si incastrano alla perfezione nelle facciate dei palazzi milanesi che Bacilieri ridisegna in modo oggettivo e personale.
Lo so, detto da me, che amo Bacilieri e amo Milano, suona un po’ di parte.

2. Un oggetto carino: l’ex libris

Una delle abitudini che mi trascino dall’infanzia è quella di mettere il mio nome su tutti i libri che possiedo. È una sorta di rito: ne compro uno, lo porto a casa, lo lascio sulla mia scrivania per giorni e giorni, poi quando finalmente mi decido a riporlo nel posticino che gli spetta in libreria lo “firmo”. In realtà siamo in tanti ad avere questa deformazione, tant’è che son tornati di moda gli ex libris, oggi in forma di timbro personalizzabile. Tra i miei preferiti ci sono quelli di Clara De Lorenzi di Ex Libris Room, dal gusto meravigliosamente liberty.

3. Un aggeggio elettronico: la smart plug

Quando si tratta di spendere soldi il mio podio va senz’altro ai fumetti, ma al secondo posto si piazza l’elettronica di consumo. Cosa c’è di più eccitante dell’avere un nuovo aggeggino e curiosare in tutte le impostazioni di sistema? No, non sono matta. Appena ho trovato un buon motivo per averle, mi sono fiondata sulle smart plug: si collegano al Wi-Fi di casa e con un’app posso programmare la mia cuociriso o la lavatrice.
Inutili ma indispensabili, proprio come piace a me (e pure a voi).

Marianna

Be your own Santa, lo ripeto ogni anno. Vogliatevi bene, regalatevi cose o momenti o esperienze da ricordare.

1. Partiamo da un libro

Si parte sempre da un libro: Sur ha pubblicato in volume tutti i racconti di Grace Paley. Ho parlato di questi racconti a ogni essere umano che abbia incrociato la mia strada e avrei avuto bisogno di un bel volume onnicomprensivo quando acquistavo su eBay vecchie e improbabili edizioni con strambe copertine macchiate. Fate conoscenza delle donne che abitano i suoi racconti, del loro modo di essere madri o di non esserlo, della lingua poetica e precisa con cui si esprimono.

2. Continuiamo con qualcosa che ha a che vedere con i libri

Si continua sempre con cose che hanno a vedere con i libri: la candela che profuma di libreria a quell’amico che ancora non supera la faccenda dell’odore della carta quando vi vede leggere dal Kindle o dal Kobo. Poi regalategli pure il Kindle o il Kobo, se fa il bravo.

3. Concludiamo con un libro

Si conclude sempre con i libri: un libro di ricette tratte da romanzi. Per chi legge, per chi mangia, per chi cucina, cioè sicuramente per un sacco di gente (e pure per te che stai leggendo adesso).

Matteo

1. Giocare!

Questo mio consiglio può sembrare una sviolinata a un amico, e in effetti si tratta di questo: di un violino +10 che lancia saette. Ok, è un cliché un po’ abusato per parlare dei giochi di ruolo: non sono tutti di ambientazione fantasy, e anzi negli ultimi anni c’è stato un florilegio di sperimentazioni e sistemi di gioco che esulano dal classico dado da venti. Claudio (che fa parte della nostra famiglia, e pertanto sì, è una sviolinata) ha fondato Fumble GDR, una casa editrice per pubblicare giochi di ruolo. E i primi titoli sono bellissimi — non mi sarei aspettato altro da lui.

2. Scrivere!

Anche in questo campo, ci sono mille alternative al classico taccuino Moleskine. Per esempio Panobook, che uso con molto piacere. Costa 20$ (più spedizione), ci sono sconti per quantità superiori e addirittura una formula per abbonamento.

3. Imparare!

Ci sono tanti siti diversi cui iscriversi per imparare cose nuove. Skillshare, Lynda, Udemy, persino iTunes ha una sezione (gratuita) chiamata iTunes U dove le università di tutto il mondo possono caricare le registrazioni video dei loro corsi. Oggi ci sono anche un sacco di app per dispositivi mobili da prendere in considerazione: io per esempio mi sto avvicinando al tedesco con Duolingo. Una cosa che si può fare durante le vacanze di natale, se il lavoro e la famiglia lo permettono, è allargare un po’ i propri orizzonti, imparare qualcosa di nuovo, ricordarci che ci sono un sacco di cose del mondo che non conosciamo. E la cosa migliore sarebbe continuare a farlo anche nel 2019.

( (a href=”https://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/6461512959″ target=”_blank”>E per finire: Socks the Cat, 1993)